Si chiama Misofobia ed è il termine con il quale si indica la paura patologica del contatto accidentale con lo sporco. Chi ne è affetto evita ogni tipo di contaminazione ed esalta le sue abitudini igieniche fino a renderle pratiche maniacali. Talvolta la patologia viene anche identificata con il termine di germofobia e si manifesta con una continua necessità di lavarsi le mani. Il soggetto affetto da questa patologia è portato ad evitare i luoghi sicuramente infetti e, stando agli ultimi dati sul trasporto aereo, è evidente che vivrà con molta difficoltà anche un semplice volo di linea.

I germi ed i batteri si annidano in ogni piccolo angolo: nei luoghi pubblici, sulle scrivanie degli uffici e nei più piccoli anfratti di ogni appartamento, dove si depositano e proliferano migliaia di piccoli esserini, responsabili del contagio batterico e della diffusione di patologie. Recentemente la BBC Mundo ha pubblicato un articolo sui dati raccolti da un recente studio sulla concentrazione di germi e batteri, incoronando come luoghi più contaminati l’aereo e le zone aeroportuali, riservando il primo posto alle toilette di servizio.
Per approfondire la questione, la redazione del sito web Travel Maths ha deciso di inviare un microbiologo per analizzare sul campo quattro aerei e cinque zone aeroportuali. I risultati sono stati a dir poco strabilianti, evidenziando ben 14 mila unità di germi per centimetro quadrato sul vassoio del cibo dell’aereo, il luogo in assoluto più infetto. Segue il pulsante dello scarico del bagno, notoriamente molto sporco, che ha collezionato ‘solo’ 1.700 unità per centimetro quadrato. Al lungo elenco vanno poi aggiunte le fibbie delle cinture di sicurezza ed i bocchettoni dell’aria condizionata posizionati sopra i sedili dei passeggeri. Paradossalmente i bagni, una delle superfici ritenute più sporche, risultano, invece, particolarmente puliti, soprattutto se viene rispettata la regolarità degli orari di pulizia e se si procede alla loro periodica disinfestazione.
Secondo l’opinione del microbiologo l’incidenza massiccia di germi e batteri è sostanzialmente legata alla riduzione dei tempi concessi al personale di bordo per le pulizie, i quali, soprattutto per le compagnie low cost, non percependo compensi straordinari oltre l’orario di volo stabilito, riducono al minimo le operazioni necessarie alla pulizia del mezzo di trasporto. I tavoli pieghevoli, per esempio, vengono soprattutto puliti a fine giornata, permettendo un accumulo non indifferente di depositi di cibo e sporcizia.
Secondo gli autori della ricerca, invece, i tavolinetti sarebbero proprio i luoghi ai quali dedicare più attenzione, essendo quelli deputati al servizio ed al consumo delle pietanze. Collocare una bevanda o del cibo a così stretto contatto con una superficie contaminata, infatti, comporta un enorme rischio per i passeggeri di introdurre nel corpo umano germi e batteri contestualmente al nutrimento. In questo caso appare, quindi, necessario adoperare alcune accortezze, come il comune liquido disinfettante per le mani.
Per quanto riguarda le stive degli aeromobili e le zone aeroportuali, invece, la ricerca ha evidenziato che i bagagli dei passeggeri sono in grado di accumulare fino ad 80 milioni di batteri già prima di raggiungere la destinazione finale, quindi nel corso del viaggio e nel transito aeroportuale. La ricerca ha mostrato come ogni valigia di ogni passeggero può passare dalle mani di ben quattro addetti ai bagagli, oltre che di due tassisti, dal portiere dell’albergo e da un membro della compagnia aerea durate il check-in. Stando a questi dati, stimando che ognuno di questi soggetti può accumulare sulle sue mani fino a 10 milioni di batteri, è facile immagine l’accumulo immane che ogni valigia porta con sé nel corso di ogni viaggio.
Dal punto di vista dei condotti di aerazioni, invece, lo studio ha mostrato il fatto che in un veicolo dalle ridotte dimensioni contenente numerose persone e con un ricambio d’aria limitato, i germi ed i batteri hanno l’opportunità di diffondersi in maniera prolifera, sfruttando l’umidità e la permanenza dell’aria presente nel condotto. A tal proposito Raymond Wang, un diciassettenne canadese, ha inventato un innovativo sistema per migliorare la qualità dell’aria presente negli aeromobili, evitando la diffusione di agenti patogeni. L’invenzione del giovane Wang prevede una zona di ventilazione personalizzata per ogni passeggero, con l’obiettivo di ridurre fino a cinquantacinque volte le concentrazioni di inalazioni patogene.